Chiacchierata su Skype con Claudio Morandini

di Daze(d)

[15.37.08] Daze Nina: Ciao, Claudio! Grazie mille per la tua disponibilità


[15.37.23] claudio.morandini: Grazie a te, è un piacere!


[15.38.23] Daze Nina: claudio morandini è scrittore. ma non solo. ci vuoi raccontare qualcosa di te?

 

[15.39.23] claudio.morandini: Sono insegnante di lettere al liceo scientifico di Aosta. Lavoro sempre e comunque con le parole, mie o altrui. E faccio l'editing ai compiti in classe.Non è proprio la stessa cosa, ma insomma... Prima di pubblicare romanzi ho scritto per anni radiocommedie per la RAI della Valle d'Aosta.


[15.41.04] Daze Nina: i tuoi studenti hanno letto i tuoi libri?


[15.42.13] claudio.morandini: Credo di sì, ma non ritengo opportuno parlare dei miei libri a scuola. Lo evito accuratamente. Non voglio che si confondano i due piani. E voglio continuare a scrivere in piena libertà, senza che l'ambiente scolastico condizioni la mia scrittura.
I primi tempi, quando qualche mio studente mi chiedeva se ero io ad avere scritto "Nora", negavo e accennavo a un caso di omonimia. Oggi sono diventato più morbido.

[15.44.52] Daze Nina: vuoi parlarci del tuo primo libro?

[15.47.14] claudio.morandini: Sono molto affezionato a "Nora e le ombre", anche se mi rendo conto di avere scritto qualcosa di più ambizioso con "Le larve". "Nora" non è il mio primo romanzo, ma il primo di cui mi sono sentito sicuro dopo una fase di apprendistato (tre romanzi, che prima o poi butterò e non ci penserò più). Ci ho messo dentro davvero tutto quello che mi interessava affrontare, e molto di quello che mi piace leggere. Poi "Nora" era anche una specie di scommessa: il passaggio a una voce che non coincideva con la mia, o con qualcuno di molto simile a me: per questo ho scelto un personaggio femminile, in crisi spirituale e professionale.
Da "Nora" in poi ho evitato il più possibile l'autobiografismo, sforzandomi di entrare nella testa di personaggi molto diversi da me. Credo sia importante darsi questo obiettivo, se si vuole uscire da quella specie di malattia infantile della narrativa che è l'autobiografismo. La cosa interessante è che Nora è credibile: è una donna credibile, voglio dire, e me lo hanno confermato molte mie lettrici. Le contraddizioni e i lati in ombra del suo carattere la rendono ancora più "vera" - così almeno mi hanno detto.

[15.52.33] Daze Nina: Ne Le larve invece, il personaggio principale è un uomo. Anzi più generazioni di uomini.

[15.55.02] claudio.morandini: Sì, "Le larve" è partito come un gioco letterario, una rivisitazione della classica saga familiare. Ho seguito la linea maschile, e ho tracciato dei paesaggi mentali maschili, anche nel senso più greve del termine. In "Nora" gli uomini erano sullo sfondo, e non ci facevano una gran bella figura. Erano personaggi da farsa, burattini monomaniacali. Nelle "Larve" dominano, ma certo non ci fanno una figura migliore. Il protagonista de "Le larve" è un magnate abile nel trovare alibi ai propri errori. Dalla sua, ha la forza di un'istruzione superiore, una capacità retorica, il potere del danaro. Ma certo non ha una capacità di cogliere in senso morale il senso delle cose. Comunque, il gioco letterario delgi inizi si è presto caricato di sangue e di lacrime, e questo probabilmente ha salvato il romanzo e lo ha reso qualcosa di diverso e di sorprendente - anche per me, che lo vedevo crescere e cambiare e in un certo senso imporsi mentre lo scrivevo.

[16.00.40] Daze Nina: si, infatti è un libro che mi ha colpito tantissimo. Per il rapporto, quasi morboso con la terra, i frutti della terra. è molto fisico. lo vivi così?

[16.02.42] claudio.morandini: Sì, è davvero intriso di terra. Ma non è stato un calcolo, da parte mia. Diciamo che durante la stesura delle diverse sequenze del romanzo ho mantenuto un punto di osservazione molto basso, rasoterra. Tutto è legato alla terra e al sangue, entrambi nella pluralità di sensi con cui li possiamo intendere. Ne è venuto fuori un romanzo anche molto olfattivo, tattile. I suoni ci sono, d'accordo, la vista anche. Ma ci si dimentica troppo spesso della possibilità della lingua di evocare tutti i sensi, anche quelli che non sono particolarmente sviluppati nell'uomo, o che l'uomo tende a relegare in nicchie nascoste della propria vita.
In questo senso, è un romanzo molto - ora lo dico - molto animale.
I sensi riscoperti così sono i sensi di un animale, ma anche di un bambino. In fondo, ne "Le larve" c'è molto della percezione che i bambini hanno del mondo, del loro senso di sorpresa e di mistero.
Certo, per rendere tutto questo, ho dovuto fare ricorso a una lingua più ricca del consueto.

[16.07.16] Daze Nina: io ti ho anche trovato in una raccolta di racconti italo americana, Santi. com'è nata questa collaborazione?

[16.08.25] claudio.morandini: Ah, "Santi" è stata un'esperienza magnifica! Luca Dipierro, che allora viveva a Baltimora, mi ha cercato su myspace dopo aver letto "Nora" e mi ha proposto di scrivere un racconto ispirato liberamente al concetto di santità oggi. Santità. Oggi. Era una bella scommessa, non credi?
Mi è venuta in mente la storia di un guaritore che d'improvviso perde i suoi poteri, mentre suo figlio adolescente osserva e studia con una certa freddezza la crisi del padre. Anche in questo caso, una storia di conflitti all'iterno della famiglia, anche se non esplodono mai del tutto, restano sotterranei.

[16.11.05] Daze Nina: si, è interessante come imput. La santità al giorno d'oggi è venduta al supermercato...

[16.12.55] claudio.morandini: Già. La raccolta per finire è risultata una specie di enciclopedia laica e scettica sulle possibili forme di santità oggi. Non vi compare nessun santo vero. Piuttosto, disadattati, sfaccendati, visionari, parodie, o gente del tutto comune. Oggi la santità e l'eroismo sono diventate parole vuote, ritrovati retorici da spendere alla prima occasione in televisione.
D'altra parte, chi rimpiange i santi di una volta? O gli eroi sterminatori di eserciti?

[16.15.27] Daze Nina: tornando ai tuoi romanzi, cosa ti lega in questo modo al tema della famiglia?

[16.17.38] claudio.morandini: Non saprei. La famiglia da cui provengo era serena e tutto sommato piacevole. La mia attuale è serenissima e piacevolissima. Però la famiglia è un'inesauribile fonte di ispirazione. Basta guardarsi attorno, e vedi famiglie che si dilaniano, genitori sconvolti dalle strade prese dai figli, figli che cercano di resistere "eroicamente" alla tirannide dei genitori... Poi parlare dei conflitti in una famiglia è anche un modo per parlare senza alzare troppo la voce dei conflitti dell'intera società.
Mi interessa in modo particolare osservare come si sviluppa l'incomprensione tra una generazione e l'altra. Basta qualche decina di anni di differenza, e si appartiene a mondi differenti, a sistemi di valori, a  sistemi culturali anche, che sembrano diventati incompatibili.
Tutto questo, se nella realtà può fare soffrire, nella letteratura è un tema interessantissimo e praticamente inesauribile.

[16.22.17] Daze Nina: quali sono i tuoi prossimi progetti?

[16.25.22] claudio.morandini: Il prossimo romanzo parlerà di musica. Un giovane compositore americano, un vecchio compositore russo. Storie diverse, che si incrociano e trovano il modo di comunicare. Ho voluto cambiare atmosfere, e stile, anche, perché non mi era possibile continuare sulla linea tracciata da "Le larve" (sarebbe diventata maniera). E poi volevo parlare del rapporto tra arte, espressione artistica nel senso più ampio, e i condizionamenti (del mercato, della politica, ecc.). Ne avevo abbastanza di nebbie, sotterranei, fantasmi, o personaggi che si comportano come fantasmi. A modo suo, è un romanzo "storico", il che mi ha costretto a un lavoro di documentazione alla Manzoni che era nuovo per me. Molto a modo suo, comunque. Il tema del conflitto c'è sempre, anzi è ancora più forte, proprio perché è storicamente più radicato. E, detto tra noi, ci sono momenti che fanno venire discreti brividi, anche se non suscito spettri.
In un certo senso, ho esplorato una serie di zone oscure della storia. Invece dell'indeterminatezza spazio-temporale delle "Larve", ho lavorato sulla realtà, o su una possibile realtà. E poi c'è la musica. Avevo l'ambizione di  entrare a far parte degli scrittori che hanno provato a raccontare con le parole la musica.

[16.32.45] Daze Nina: sei un appassionato o un esperto?

[16.33.14] claudio.morandini: Sono un dilettante appassionato. E un collezionista ossessivo-compulsivo. Adoro la musica del XX secolo. Mi sono laureato su Stravinsky, ho tutto dei gaiiori, molto dei minori, e mi sto interessando ai minimi.

[16.35.04] Daze Nina: grazie mille, Claudio! Un'intervista davvero interessante!

[16.35.27] claudio.morandini: Grazie a te!

 

[ 16.35.29] Daze Nina: spero di poter presto leggere la musica descritta da te!

 

[16.36.14] claudio.morandini: Lo spero anch'io! Nel senso che spero di ricevere presto quella risposta che aspetto...

[16.36.44] Daze Nina: in bocca al lupo, allora!

[16.39.02] claudio.morandini: Grazie, anche per l'interesse che hai dimostrato per i miei libri e per la tua grande passione di lettrice!!

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